La Grande Sabba d’Autunno

di Malvi Commenta

Il 31 luglio viene celebrata la Grande Sabba del Raccolto mentre dal 21 al 23 settembre si festeggia la Grande Sabba d’Autunno: durante questi tre giorni di festa, dunque, i neopagani celebrano l’equinozio di autunno che segna la discesa del sole nell’altro mondo, l’arrivo delle tenebre e quindi dell’inverno.

La Grande Sabba deriva da sabbat, termine che a sua volta prende origine da figlio di Modron, la Dea Madre (che in alcune iscrizioni romano-inglesi è noto anche come Maponus). Secondo la leggenda, Mabon viene rapito tre notti dopo la sua nascita e vive prigioniero per moltissimi anni, fino a quando non viene liberato da Re Artù e i suoi cavalieri. Mabon è il dio della vegetazione e la festa che gli viene dedicata è quella del secondo raccolto autunnale. Durante l’equinozio autunnale, giorno e notte hanno la stessa identica durata: secondo i neopagani è questo dunque il momento più propizio per raccogliere i frutti della terra e trarre le conclusione dell’annata che si sta per concludere.

LA GRANDE SABBA DEL RACCOLTO

Questa data ha sempre avuto un forte valore simbolico: stava cioè a significare la fine dell’estate e l’inizio della stagione fredda (l’autunno che precede l’inverno, insomma). Durante la Grande Sabba d’Autunno viene invocato Dio affinché possa badare al sostentamento per l’anno che verrà. Questa la preghiera a cui i neopagani si affidavano per celebrare la Grande Sabba d’Autunno:

 

Ti invoco, potente vecchio Sole, portaci il tuo equilibrio, tu Dio del giorno che ti alterni con la notte in questo giro della Ruota che sta giungendo alla fine. Ti ringrazio per il tuo potere e la tua energia che hanno maturato i frutti. La tua danza con la Dea si è consumata. La tua energia ora pulsa dentro i semi ed è promessa di un altro raccolto. Il tuo calore ci ha riscaldati

 

Foto | Thinkstock

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