Origine del Capodanno

di Anna Fraddosio Commenta

Le feste di Natale sono ormai passate, ci diamo qualche giorno di tregua, per poi ricominciare i festeggiamenti per il Nuovo Anno, nuovo cenone, e nuovi riti. A differenza della festa religiosa natalizia, che c’è chi la festeggia e chi no, l’inizio del Nuovo Anno lo festeggia tutto il mondo, o meglio lo festeggia chi ha come calendario, il calendario Gregoriano.

In tempi antichi il Capodanno non era per tutti il 1° gennaio, infatti, i babilonesi, i giapponesi, festeggiavano l’inizio dell’anno con la rinascita della Terra, e cioè in primavera. L’origine del Capodanno, come lo conosciamo oggi, risale alla festa pagana del Dio romano Giano, nel VIII secolo, i pagani delle Fiandre, avevano l’usanza di festeggiare il passaggio del nuovo anno proprio il 1° Gennaio.

Nel 46 a.c. Giulio Cesare, creò il “Calendario Giuliano” che stabiliva che l’anno nuovo iniziava il primo gennaio, e come usanza i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi il dono di un vaso bianco con miele, datteri e fichi, il tutto accompagnato da ramoscelli d’alloro, detti “strenne” come augurio di fortuna e felicità. Il nome strenna derivava dal fatto che i rami venivano staccati da un boschetto della via sacra ad una dea di origine sabina: Strenia, che aveva uno spazio verde a lei dedicato sul Monte Velia.

La dea era apportatrice di fortuna e felicità; il termine latino “strenna”, presagio fortunato, deriva probabilmente proprio dalla dea. Nel Medioevo molti paesi europei usavano il Calendario Giuliano, ma vi era un’ampia varietà di date che indicavano il momento iniziale dell’anno. Tra queste per esempio il 1 marzo (capodanno nella Roma repubblicana), 25 marzo (Annunciazione del Signore) o il 25 dicembre (Natale). Solo con l’adozione universale del calendario gregoriano (dal nome di papa Gregorio XIII, che lo ideò nel 1582), la data del 1 gennaio come inizio dell’anno divenne infine comune.

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